
QUADRO DI MARMO ANNI 30

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Fusibili di porcellana; (gli interruttori BTicino sono stati aggiunti negli anni 50) Villa dott. Romano Taormina.
QUADRO DI BACHELITE ANNI 50

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Provenienza dall’istituto delle Figlie del Divino Zelo; Giardini-Naxos.
QUADRO IN BACHELITE

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Curiosità: il proprietario identifica spine al posto di prese.
QUADRETTO CON BASE IN LEGNO

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Provenienza Chiesa Raccomandata Giardini-Naxos; impianto rifatto dopo quello a cordoncino, poi a piattina anni 50.
QUADRO CON BASE IN LEGNO

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Fusibili ad innesto e vari relè.
VOLTOMETRI E AMPEROMETRI

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Su pannello in bachelite prelevati da cabina elettrica anni 30.
MIX DI VARIO GENERE

DETTAGLIO MIX

La prima serie in bachelite dei fratelli Bassani BTicino anni 1945
Link al sito ufficiale BTicino (google: storia bticino anni 50)
INTERRUTTORI ESTERNI IN PORCELLANA PRIMA DEL 900

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Curiosità:
Mi sento onorato di aver smontato dal palazzo Durante in Trappitello Taormina questi interruttori appartenuti al famoso siciliano prof. Francesco Durante.
Foto Artistica di un Artigiano
PANNELLO N.1

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A destra vari interruttori a coltelli; al centro isolatori a corna vetro e porcellana, fusibili.
PANNELLO N.2

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Dedicato a Zeus Rapizzi (Antica casa di materiale elettrico civile). Al centro il quadro di marmo prelevato dalla chiesa dei Cappuccini Villagonia Taormina. Da notare in basso a sinistra il primo magnetotermico d’Italia, come precisa Tuttonormel del luglio 1996…
DETTAGLIO DEL PANNELLO N.2

PANNELLO N.3

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Vari interruttori esterni Bticino a fusibili e magnetotermico; Da notare al centro l’interruttore sotto vetro era per sezionare la linea del motore ascensore.
PANNELLO N.4

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Vari tipi di interruttori, spine, prese, portalampade, tubi per impianto incassato Bergman e di pastica, vari tipi di filo, resistenze e reattore 20 w 160 v.
DETTAGLIO PANNELLO N.4 reattore per tubi floroscenti a tre fili anni 40 a 160 v. dal S. Domenico Taormina

PANNELLO N.5 VARI BTICINO

Vari tipi di interruttori magnetotermici Bticino; da notare al centro i primi salvavita di questa serie civile.
PANNELLO N.6

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Vari tipi di voltometri e amperometri; da notare in basso a sinistra il mio primo voltrometro.
PANNELLO N.7

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Serie porcellana; vari interruttori, prese, isolatori, valvole e morsettiere, e la caratteristica valvola a tabbacchiera.
DETTAGLIO DEL PANNELLO N.7

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A destra: interruttore rotatorio con base in porcellana e coperchio metallico provenienza Stati Uniti; a sinistra: placca rettangolare in ottone con interruttori a levetta ed al centro pulsante per chiamata servizio provenienti dalla Gran Bretagna.
PANNELLO N.8 I primi impianti incassati, con interruttori e prese e frontalino in vetro su cui e scritto il nome della ditta installatrice, e vari portalampade

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Curiosità: da notare i due interruttori in legno detti a peretta si usavano generalmente al centro sulla testata del letto. Alcuni di questi interruttori di vetro provengono dalla villa Paradiso di Taormina dove lavorò zio Peppino e papà.
PANNELLO N.9 Campanelli di legno dei primi del 900, fino al din don della Bticino

N.b. I campanelli di legno sono stati prelevati dalla villa Mon Répos, dove c’èra il Kursal casinò di Taormina.
PANNELLO N.10

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Vari citofoni; da sinistra in alto Farfisa, Safanat, Elvox, Comelit, Lt, Lt, Lt, Bticino; da sinistra in basso Italtel-Siemens, Siemens, Urmet, Urmet, Bpt, Bpt, Bpt.
DETTAGLIO PANNELLO N.10

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Citofono Urmet, tra i primi modelli in italia.
PANNELLO N.11

Al centro centralino Breter, vari magnetotermici e differenziali elettrocondutture.
PANNELLO N.12
Vari alimentatori e p.e.: BPT, SIEMENS, ITALTEL, B TICINO, SEIKO.
PANNELLO N.13

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Il famoso interruttore 642 della Bticino e stato largamente usato da centralino di appartamento a interruttore del scaldabagno.
Foto Artistica di un Artigiano
CENTRALINO PER APPARTAMENTO

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Interruttori a fusibili e campanello.
Curiosità: proveniente da casa privata, dopo divenne albergo Sabbie D’oro Giardini Naxos.
INTERRUTTORE ELEGANTE

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Curiosità: placche che si usavano negli appartamenti di lusso sulla serie Piuma Bticino; a dire il vero con tutto quel metallo non erano affatto sicure; ma alcune volte l’eleganza supera la sicurezza.
CENTRALINO ARTIGIANALE IN LEGNO

Al posto del centralino usavo incassato al muro questo tipo, che a dire il vero negli anni 60-70 era sempre meglio di chi ne faceva a meno. I magnetotermici sono della ditta STOTZ Elettrocondutture.
VIMAR: Anni 40/60
Spine porcellana: VIMAR
Dettaglio spina
A Sinistra: borsetta omaggio agli elettricisti anni 70 BTICINO.
A Destra: chiodini per piattina
QUADRO CHIAMATE

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Ditta LT; quadretto per chiamate di emergenza dai bagni o camere di alberghi.
LAMPADA DI EMERGENZA

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Tra le prime lampade di emergenza della Legrand.
DIFFERENZIALI MAGNETOTERMICI AVE

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Quadripolari e bipolari.
Curiosità: nel differenziale bipolare, togliendo il piombo e girando la vite in posizione diversa, si poteva diminuire la sensibilità da 0,03 a 0,3.
QUADRO CHIAMATE

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Quadretto di chiamate per camere, costruito artigianalmente nei primi del 900 la cui provenienza deriva dalla Pensione San Pietro Taormina, oggi grande albergo.
Curiosità: a destra in alto troviamo un piccolo quadretto della Zeus, sicuramente per estendere il numero di camere; in basso a destra la levetta di deviazione serviva sicuramente a smistare le chiamate campanello nella camera dove dormiva il portiere di notte.
QUADRO CHIAMATE CON FRONTALINO IN VETRO

PARTICOLARE DEL QUADRO A 5 NUMERI

STRUMENTO PER CONTROLLO SFASAMENTO DI CORRENTE ATTIVA E REATTIVA

RELE’

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In alto al centro relè temporizzato elettropneumatico; in basso da sinistra relè di minima e massima corrente.
CONTATORE PER USO FAMIGLIARE

Della società generale elettrica sicilia a 150 v. anni 40.
Contatore trifase a sistema di energia reattiva; Anni 50

Contatore trifase per carico equilibrato e squilibrato

Il contatore reattivo misura la potenza reattiva nel tempo e quindi energia reattiva (kvarh), che è nella corrente assorbita da certi tipi di utilizzatori (motori elettrici, trasformatori, lampade fluorescenti) che serve a generare campi magnetici ed elettrici di cui queste macchine hanno bisogno per il loro funzionamento; anni 60.
Contatore trifase a sistemi

Contatore 220 v. anni 2000

Contatore usato prima dell’ultima generazione dell’attuale elettronico.
Curiosità: su questo contatore l’Enel aveva creato un sistema differenziale.
Contatore uso civile

A sinistra contatore 150 v. anni 50; a destra tipico contatore trasparente 220 v. anni 70.
Senza l’ausilio dell’elettricità

A sinistra lanterna di carrozza; al centro lucerna romana ad olio; lume a petrolio dell’800 tubo inglese con base lavorata a tornio da artigiano di Castiglione di Sicilia; a destra classica lanterna poi all’estremità destra troviamo una citilena utilizzata per illuminare i cuniculi nelle miniere (essa in foto proviene dalla miniera di Carbonia in Sardegna).
Acetilene: liquido infiammabile o carburo di calcio, che sostituisce, all’inizio del 900, la precedente lanterna che era a olio, detta lumera.
Lampadario dell’800

Provenienza dalla chiesa Raccomandata di Giardini Naxos.
Cusiosità: questo lampadario prima funziovana a candele, poi in seguito venne trasformato in elettricità.
DETTAGLIO - Nome della ditta costruttrice

Lampadario del 900 in vetro di murano

Lampada OSRAM a 160 v. con piatto smaltato anni 40

Prelevata dalla chiesa S. Vincenzo Taormina, quando fu cambiata la tenzione da 160 a 220 v.
Plafoniera per esterno anni 40

Usata per l’illuminazione stradale per piccoli centri urbani.
Aplique anni 50

Corpo in ceramica e tazzina in vetro.
Saliscendi anni 40

Saliscendi con contropeso in ceramica riempito di sabbia affinchè creasse l’equilibrio con il piatto di vetro; il cordoncino di rame è foderato in stoffa.
Lampada OSRAM golia 160 v. 1000 w

Usata dai fratelli Brunetto nel 1920 sopra il palco musicale nella piazza del mio paese durante le feste e i concerti.
Lampada per riflettore

Da 5000 w usata nel Teatro Antico di Taormina.
Lampada per studio radiologico anni 50

Lampada Golia 2000 w

Usata su riflettore Monza e Bianchi di Milano.
Lampade per riflettori

Bispina da 2000 w ed Edison sa 250 w specchiata.
Lampada con palo

L’illuminazione nelle vie dei paesi di una volta.
Lanterne di arredamento

Lanterne stile veneziano costruite da stagnino taorminese, usate nei locali caratteristici adattando una lampadina.
Lanterne in ferro battuto

Dopo la fine del mestiere dei carratori (costruttore di carretti), i maestri del mio paese si dedicarono all’artigianato del ferro battuto.
Ferro da stiro della nonna

Amplificatore anni 50

Il primo amplificatore installato nella chiesa Raccomandata di Giardini da padre Giammaria.
L’elettrauto

L’elettrauto dettaglio

Controllo contatori trifase anni 60

Apparecchio per il controllo dell’esatta registrazione dei consumi (+ o - errore %) dei contatori elettrici: trifase per energia attiva, e per energia reattiva e gruppi di misura ad inserzione semidiretta (BT) e indiretta (MT).
Controllo contatori monofase anni 60

Apparecchio per il controllo dell’esatta registrazione dei consumi (+ o - errore %) dei contatori elettrici monofasi.
Strumento per vari misurazioni di terra anni 60

Apparecchiatura elettrica che abbinata ad un trasformatore di isolamento serve ad inviare nel terreno delle correnti per effettuare delle misure di passo e di contatto Vp e Vc nelle cabine elettriche.
Interruttore VOR

Interruttore Volume Olio Ridotto, usato in cabina, secondario sezionamento e a protezione trasformatore.
DETTAGLIO VOR

VATTOMETRO

MEGAOHM

PROVAFIOR

1/7

2/7

3/7

4/7

5/7

6/7

7/7

Riflettore 250w anni 70

Per creare effetti colorati in movimento
Riflettore Monza e Bianchi da 1000 w. anni 70

Serviva a creare vari effetti scomposti in base a cosa si inseriva tra la lente e la lampada.
Occhio di bue da 1000 w. della Coemar anni 80

Riflettore 250 w. anni 70

Serviva a creare effetti di luce prismatici.
Riflettore 150 w. della Monza e Bianchi chiamato musetta anni 70

Cine proiettore Solex 5000 w. anni 40

Riflettore donato dal principe Alliata Francesco, della Panaria Film 1946-1949 (casa produttrice cinematografica siciliana); usato nel film “Vulcano” del 1949 con Anna Magnani e Rossano Brazzi.
Foto scattata dietro le quinte del film Vulcano

Foto che ritrae Anna Magnani con la serie del riflettore precedentemente descritto.
Istruzioni per l’illuminazione del Teatro Antico di Taormina

Guida per manovrare l’illuminazione del Teatro Antico di Taormina anni 60.
Riflettore della CGE da 1000 w La lampada specchiata è stata applicata all’inverso per metterla in risalto

Serviva ad illuminare le rocce dell’ingresso del Teatro Antico di Taormina.
Targhetta riflettore CGE
Simbolo ditta CGE

Padellone 500 w

Costruzione artigianale anni 50 in lamiera zingata; serviva per l’illuminazione dei passaggi e pareti del Teatro Antico di Taormina.
Padellone 500 w

Costruzione artigianale anni 60 in lamine in ferro; serviva per l’illuminazione dei passaggi e pareti del Teatro Antico di Taormina.
Riflettore da 2000 w

Riflettore usato per le riprese cinematografiche della Mole-Richardson.
Dettaglio del riflettore Mole-Richardson

Dettaglio simbolo ditta
Riflettore 1000 w

Riflettore usato per spettacoli teatrale.
Riflettore 2000 w

Costruito dalla ditta Monza e Bianchi di Milano, artigiani esperti in campo teatrale.
Dettaglio del riflettore Monza e Bianchi

Vetrinetta di esposizioni varie

Telegrafo ad impulsi elettrici

Consentiva di trasmettere messaggi inviando impulsi elettrici via cavo; in Italia la prima linea telegrafica fu realizzata nel 1847 e collegava Livorno con Pisa.
Serie Metallo Anni 50/70: ILME, PALAZZOLI, BTICINO
PARTICOLARE: Interruttore a blocco meccanico ILME

Della serie Ilme quadripolare in metallo anni 60.
Regolatore elettronico dell’azienda “OVA” anni ‘70 L’azienda “BTicino” negli anni 70 propose un interruttore che sfiorandolo chiudeva il contatto, sarà stato per il costo eccessivo ma non ebbe successo.
Curioso strumento per rilevare la dispersione tra la linea e il filo centrale, che rimaneva isolato fino al securitas Zois anni 60
n.b.: per maggiori dettagli fare zoom sulla foto che la si trova in alta risoluzione.
Spina e presa volante 30 A

Corpo in ceramica e rivestimento in gomma anni 50.
Reattori per tubi fluorescenti

Di marca Bezzi e Aros anni 50.
Resistenze varie

Scalda acqua, ferri da stiro, stufe e asciuca capelli.
Resistenza scaldabagno anni ‘70

Orologio elettrico

Per l’illuminazione stradale.
Temporizzatori

Vari tipi a mercurio.
Vari tipi di relè

Pulsantiera di ascensore

Quadro ascensore anni 50
Motore ascensore anni 50

Stabilizzatore per televisore anni 70

Piccoli elettrodomestici

A sisnistra caratteristico scaldaletto per uso generico anni 40; a destra asciuca-capelli anni 50.
Pannello da quadro anni 70

Pinza amperometrica anni 60

Contattore elettromeccanico

Serviva a dare un senso di rotazione alle luminarie, Elios anni 70.
BATTERIA PER LA GALVANIZZAZIONE MEDICINAL EPOCA 1900-1910 -> (vedi sezione dedicata)
Centrale Idroelettrica “ALCANTARA” tra le prime d’Italia -> (vedi sezione dedicata)

Bibliografia, Cataloghi e Libri -> (vedi sezione dedicata)

Il mio tester da ragazzo

Questo è stato il mio banco prova per provare i ferri da stiro se erano in dispersione.
Attraverso la presa, che funzionava da interruttore, inserendo i due puntali tra la massa del ferro da stiro e la spina, vedevo se era in dispersione, perchè si accendeva la lampada.
Questo sistema a 160 v. era abbastanza pericoloso, quindi passai ad alimentare l’altra presa con lampada a batteria di 4,5 v.
Il regolatore con acqua e sale

A seguito dell’articolo precedentemente descritto; ricordo con meraviglia quando informandomi con il mio principale (datore di lavoro) mi chiedevo come si faceva ad abbassare la tensione, dato che curavo le luci nel teatro dei cappuccini di Villagonia di Taormina, (sistema che non influiva economicamente) Senza ricorrere all’acquisto del regolatore ad olio, egli mi disse <prendi un pò di acqua e versala sul banco di legno e poi avvicina i due puntali del banco prova>, così facendo la luce aumentò di intensità, poi aggiunse di mettere un pò di sale in una boccia di vetro, e nel fondo una piastra di rame con un’ottimo cavo isolato saldato nella piastra.
Con l’altro filo di ritorno della lampada, immergendolo con cautela si ottiene un effetto regolatore.
Curiosità: negli anni 30 alcuni elettricisti di Taormina usavano questo sistema utilizzando al posto dell’acqua, l’urina.
N.b.: questo sistema era molto pericoloso per chi stava nelle vicinanza mentre si eseguiva la regolazione.
Nell’inviare il commento si prega di specificare la provenienza!
Tag: > MUSEO LA LUCE, GIARDINI NAXOS, La Luce, Museo Elettrico Virtuale, Nino Vadalà


















Da Trento, ciao, complimeti per il bel sito, e visto che sei un esperto di materiale elettrico volevo domandarti se avevi presente quelle prese da quadro di colore blu con il marchio EE sul coperchio. vi erano in tutte le officine negli anni ‘70 ‘80,. vorrei che tu mi confermassi che la sigla EE sta per elettrocondutture perchè molti elettricisti mi hanno detto che quelle le produceva la palazzoli. ti ringrazio
saluti
Da Iseo Brescia, Quanta nostalgia, ogni oggetto esposto mi ricorda una vita passata ma non trascorsa. Complimenti al bravo collezionista che è anche persona preparata.
veramente una bella collezione. Ho solo 35 anni ma ricordo molto bene tutti i pezzi impiegati dai primi anni 70. Grazie per avermi fatto tornare in mente questi ricordi.
Ciao sono Enzo di Parma, faccio i miei complimenti, una gran signora collezione , a tutto ciò che o visto, e veramente staordinario, non pensavo più di poter rivedere tutto ciò che anno visto i miei occhi, grande, grande, veramente i miei complimenti gran collezionista e grazie per avermi fatto sognare .
Salve Nino,complimenti per la collezione di interruttori in generale,molto belli i quadretti della rapizzi e della bassani Ticino,volevo sapere se hai dei cataloghi molto vecchi della Bassani Ticino,dal 1953 primo catalogo al 1980,sono elettricista come te di 41 anni e colleziono materiale Bticino da 25 anni,si puo’ dire che ho quasi tutto della Bticino,ma non ho documentazione,ad eccezione di un cataloghino del 1958 della ditta Gnoli di Milano,sarei felice di avere almeno un catalogo della Bticino anche in fotocopia,ho visto quello nelle foto e del 1970,non l’avevo mai visto!!!!
Purtroppo qui a Como e anche a Varese e Milano non si trova niente,allora io regolarmente navigo su Internet alla disperata ricerca di Cataloghi della Bticino!!!
Per qualsiasi informazione o notizie ti prego di scrivermi o telefonarmi,spero presto in una tua mail o telefonata al riguardo!!!!!
Non è un problema economico comprare un catalogo vecchio!!!Mi rende molto felice!!!!!
Carlo De Vena v.le Cavallotti 4 22100 Como 0314491415.
Ancora grazie per una tua gentile risposta in merito!!!!!!!
ottimi oggetti in particolare Bticino e Zeus Rapizzi!!!!!!!!!!!!!
Salve, Marco mi farebbe piacere la tua provenienza. Grazie
Gentile Signor Vadalà,
i nostri complimenti per il suo lavoro sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Le foto e la documentazione sono molto interessanti.
Speriamo di averLa presto nostro ospite.
Cordiali saluti
MUSEO DELLA TECNICA ELETTRICA
UNIVERSITA’ DI PAVIA
Gentile Sig. Vadalà,
le faccio i miei complimenti per la mole del materiale raccolto e pubblicato, che fa parte non solo della storia della tecnica ma anche della nostra personale
Soprattutto mi complimento con lei per l’amore che ha dimostrato per il suo lavoro, amore che spero sia riuscito a trasmettere ai suoi figli
Le auguro un sereno proseguimento
Con stima
Semplicemente bello! Si legge la passione per il lavoro! Complimenti.
Complimenti Nino,
sei riuscito a ricostruire la storia dell’elettricità e di tutti i materiali elettrici. Veramente interessante la documentazione, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Conoscendoti, ho subito immaginato l’importanza della tua iniziativa.
Grazie e complimenti Alfredo
Caro Sig. Vadalà,
La ringrazio della Sua segnalazione sul museo virtuale della luce, che sono andato a visitarmi sul sito. Le faccio le mie congratulazioni (anche essendo all’origine un ingegnere elettrotecnico) per la quantità e la qualità del materiale raccolto, che oltre a una testimonianza personale, raccontano la storia di cinquant’anni di evoluzione della elettrotecnica e di attenzione al dettaglio e alle soluzioni tecnicamente ed esteticamente corrette.
Un cordiale saluto
Ugo Farinelli
Ciao, complimenti per il pezzo di storia che con pasienza e amore hai saputo conservare, anchio sono un appassionato di materiale elettrico non più in uso, ho tanto materiale e, quello doppio cerco di venderlo su Ebay, per poi acquistarne dell’altro che a me manca, certo non sono ai tuoi livelli, ma visitando il tuo Museo, mi hai dato più voglia di continuare .
Grazie per le belle cose che ci hai permesso di vedere, complimenti ancora e, tanti auguri.
Cordiali saluti Mimmo da Terrasini un bel paese in provincia di Palermo.
Gentilissimo Sig. Vadalà, Le esprimo i miei più vivi complimenti per la Sua iniziativa che trova analogie solo in ambito universitario o nei musei della scienza e della tecnica, che comunque non sono “visitabili” a distanza come invece Lei ci ha dato modo di fare.
La ringrazio anche, da ingegnere elettrotecnico, per averci fatto ricordare che gli impianti elettrici non riguardano solo i tecnici, ma fanno e hanno fatto parte della nostra vita quotidiana in casa e fuori, con oggetti che ognuno di noi può ritrovare nella propria MEMORIA.
Complimenti Antonino per la raccolta e per l’esposizione sul sito una bellissima idea. “Luomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo”.
IL PICCOLO MUSEO - TRIESTE
Egregio “pensionato”.
E’ un piacere scoprire l’energia da lei conservata e tramandata anche “virtualmente”…
Mi scuso per il tempo trascorso per rispondere alla sua mail.
Appena possibile, ci metteremo in contatto con lei per uno scambio, spero, di utilità per i suoi specifici interessi ma, anche per i nostri obiettivi come “Archivio Storico Enel”.
Complimenti ancora per l’ottima iniziativa, che visionerò con maggiore attenzione.
Cordialità Elena Accorinti, “Archivio Storico Enel Roma”.
Grazie per lo stupore che la sua raccolta riesce a trasmettere, riportandomi nei tempi andati.
Sollecitato dal suo entusiasmo, ho visitato il suo museo virtuale e devo dire che ne valeva la pena.
Ho respirato un’aria di ricordi nostalgici di un tempo in cui forse gli elettroni erano più “buoni”.
Un particolare interesse è stato determinato dalle varie pubblicità di apparecchiature elettromeccaniche e di pubblicazioni librarie.
Solo chi condivide la sua stessa passione, iniziata per me con oggetti di mio nonno e proseguita per il mio lavoro (sono ormai trenta anni che opero come progettista di impianti elettrici), può apprezzare la bellezza di certi apparecchi e di certi documenti.
Complimenti di nuovo e tanti auguri per la sua vita e per la sua raccolta.
Ing. Paolo Paganucci VITERBO
Ormai la cultura della memoria appartiene a pochi eletti; eccellente opera.
Complimenti
Elio Centorrino
Salve Sig. Vadalà, complimenti innanzi tutto per il materiale da lei posseduto.
Spero che mi possa aiutare nella mia richiesta.
Mio zio possiede un cineproiettore degli anni ‘50, utilizzato per le proiezioni nelle sale da cinema. Si tratta del 16 m/m CINTIA DOMINATOR della CINELABOR di Firenze alimentato a 260 V.
Come dovrei fare per sapere il valore commerciale?
saluti
giuseppe
Desidero compiacermi per la sua interessante iniziativa , indice dell’amore e della professionalità con il quale ha svolto la professione. Terrò presente la sua cortese offerta
Le segnalo che presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, è stato da tempo allestito un museo simile al suo e potrebbe proporre qualche utile scambio.
Con i migliori saluti, auguri e complimenti. Prof. Vito Carrescia Torino
Egr. Sig. Vadalà
a nome di BTicino la ringraziamo per averci inviato notizia del suo
interessante Museo Virtuale.
Tra l’atro su http://www.museolaluce.com ho potuto trovare alcuni interessanti
pezzi storici e documentazioni aziendali BTicino.
Grazie e Cordiali saluti
Marco Fiorentino
Relazioni Stampa Trade
BELLISSIMO SITO STO’ CERCANDO DEI SPUNTI PERCHE’ VORREI FARE ANCHE IO UN PICCOLO MUSEO ,HO FATTO UNA MOSTRA L’ANNO SCORSO BEL SUCCESSO PERO’ MANCANO LE BASI UN ABBRACCIO LUIGI.
Dopo essermi espresso in diretta telefonica quando mi ha chiamato per presentarmi la sua iniziativa, lascio questo commento per manifestare il compiacimento ad un onesto lavoratore e ad una vera persona per bene con cui ho condiviso momenti di crescita professionale. Farò vedere il sito agli alunni dell’ITIS E. Majorana di Milazzo, perchè l’iniziativa rappresenta uno spunto non solo tecnico, ma anche culturale.
Alberto Vita
Egregio Sig. Vadalà,
sono uno studente di ing. informatica ed alloggio presso il pensionato universitario S. Giusto di Pisa, gestito dal Padre Direttore Terenzio Todaro.
Grazie per aver segnalato questo meraviglioso sito web, ho 25 anni, ma ricordo ancora quando alla fine degli anno ‘80 inizi ‘90 dai miei nonni curiosavo tra i dispositivi elettrici! Mi incuriosivano tanto ed è stato bello ritrovarli qui!
I miei migliori saluti.
Carissimo Nino Vadalà, ho visto il Tuo eccellentissimo lavoro, ed hai risvegliato in me 38 anni di lavoro presso l’ENEL (in qualità di tecnico specialista verifiche di zona) - Il ricordo di quelle apparecchiature elettriche che hanno fatto parte della nostra vita quotidiana, in casa e fuori, con oggetti che ognuno di noi può ritrovare nella propria MEMORIA e che sono custoditi magnificamente e gelosamente da Te.
Complimenti Vivissimi
Rosario Quattrone
Gent.Nino Vadala’,mi complimento per i reperti elettrici conservati e custoditi da voi,portati alla conoscienza di tanti.
Mi auguro ci possiate fare un museo ed anche un libro con la storia
della elettricita’pratica.Anche io raccolgo vecchio materiale elettrico
iniziando dalla perette in legno anni “20″ e libri e manuali da fine 800.
I migliori saluti da Raspugli Dino - Pesaro -
il sito comunica passione per il proprio lavoro , orgoglio e dignità delle cose magari semplici, ma fatte bene. Con dedizione.
Quanto ci mancano in certi ambienti !
Bel lavoro.
Leonardo da Massa Marittima
PS : sto ristrutturando la mia vecchia cantina. Se riesco utilizzerò materiale elettrico “vintage”.
buongiorno da Firenze
ho solo 44 anni, ma alcune di queste cose le avevo viste da piccolo
grazie per la passione e la pubblicazione, chi potrà dirlo ai rgazzi di oggi, che pensano che i polli vivano al supermercato?
saluti ed auguri
Complimenti per il museo.
Continui ad alimentare il suo Museo con la stessa passione con la quale l’ha aperto. Queso museo mi ricorda il Museo dei trasporti Ogliari a Ranco (VA), entrambi ci fanno immergere nella storia tecnica della nostra Italia e viaggiare con i ricordi o con la fantasia.
Interessante la sezione dei documenti.
Un grande augurio e saluto da Gallarate in Lombardia.
Romano Baratta
salve a tutti..scusatemi tanto ma nel pannello n. 10 nella foto dove ci sono tutti i citofoni,mi sapete dire a quale serie si riferisce il citofono della btcino?(prima fila in alto a destra)…cortesemente potreste rispondermi nella mia e-mail su xxdavide83xx@hotmail.it…grazie infinite!
Caro signor Vadalà,
esprimo tutto il mio apprezzamento per il lavoro di raccolta e divulgazione del materiale storico inerente al settore energia, illuminazione e telecomunicazioni. Davvero un lavoro appassionato, utile per educare anche le nuove generazioni al mondo dell’archeologia industriale e della storia della tecnologia.
complimenti davvero!
Massimo Temporelli
curatore del museo nazionale della scienza e della tecnologia di milano
Semplicemente superbo. Sei una risorsa per Giardini Naxos.
Mi piacerebbe studiare con te un angolo del paese dove proporre all’A.C. di montare un punto luce come quello che c’è nella foto con il sostegno in legno, la mensola e il corpo illuminante con piatto e lampda ad incandescenza.
Ciao Angelo e complimenti
Salve Sig. Vadalà mi chiamo Piccinini Paolo ho visitato il suo sito
alla ricerca di foto di materiale elettrico “particolare” per poter fare
una pubblicita di una mia ditta cliente.
La ditta in questione è una piccola realtà locale (sia noi che loro
siamo di Modena) le chiederei di poter proporre loro qualcuna delle
foto che ho visto sul suo sito che è davvero molto bello ed esauriente..
Complimenti per la sua ricerca
Saluti
Paolo
ciao , complimenti per il sito.
mi puoi dire se commercialmente il mio Occhio di bue da 1000 w. della Coemar anni 80 ha un valore? e in ottimo stato con il treppiede originale più il disco e le gelatine di ricambio originali.
grazie mille Pietro
Gentilissimo Sig. Vadalà
a nome della PALAZZOLI voglio ringraziarLa per il gentile omaggio e complimentarmi con Lei, per la qualità e la quantità del lavoro svolto.
E’ un piacere ripercorrere l’ evoluzione dell’elettrotecnica, e sapere che persone come Lei diano un futuro al nostro passato.
Grazie

Cordiali saluti
Ufficio Marketing
Una bella passione, una bella raccolta.
Desidero complimentarmi per la lodevole e appassionante iniziativa, sicuramente significativa della professionalità, della dedizione e della passione che ha dedicato al Suo lavoro.
Segnalerò il sito ai miei colleghi di lavoro, che sicuramenmte, come me, l’apprezzeranno.
Con l’augurio che possa ancora arricchire il suo museo, cordiali saluti
Luigi Dusonchet
Gentile Sig. Vadalà,
desidero ringraziarla vivamente per la opportunità datami di poter ravvivare alcuni ricordi per mezzo delle tante apparecchiature presenti nel suo museo, molte certamente rare quanto singolari e significative nel quadro storico e sociale della nostra regione. Trovo interessante e lodevole lo sforzo da lei compiuto per l’allestimento del museo e la invito fortemente nel proseguire in tale iniziativa per potere arricchire la collezione. Segnalerò ai miei colleghi, conoscenti e anche agli studenti il sito da lei costituito, con la speranza di potere visitare personalmente la collezione.
Cordiali saluti.
Antonino Oscar Di Tommaso
Gent.mo Sig. Vadalà,
da parte mia e a nome della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo
che presiedo esprimo il più vivo apprezzamento per la predisposizione del pregevole museo virtuale, sicuramente frutto di un’enorme mole di lavoro, svolto con passione e dedizione.
Con i più cordiali saluti
Francesco Paolo La Mantia
Sono veramente contento di aver trovato questo sito, sono un appassionato di elettrotecnica e di tutto quello che ruta intorno all’elettricità. Spero che continui ad aggiornarlo con nuove immagini e contenuti. Saluti.
Gent.mo Sig. Vadalà,
scrivo da Torino dove coordino il Progetto multimediale OndeQuadre web radio & web tv del Politecnico di Torino.
Mi complimeto con lei per l’amore e la dedizione coltivate in tanti anni e rivelandole l’emozione scaturita dal breve video di apertura (l’accensione della scritta la luce) che mi ha riportato al film di Giuseppe Tornatore ‘Nuovo cinema Paradiso’
Cordiali saluti
Monica Cavaliere
complimeti per l’iniziativa. mi piacerebbe trovare anche immagini o documentazione sugli impianti di distribuzione nelle abitazioni dei primi decenni del secolo passato. ho iniziato per gioco con la bassa tensione a 2 anni e a 7 sono passato a quella di rete che per fortuna a firenze era di 160 v. da allora non mi sono mai fermato e mi occupo di elettronica e alta frequenza…ma che nostagia nel rivedere gli oggetti dei miei primi esperimenti a casa dei nonni! ogni tanto si restava al buio per colpa mia e mia nonna nello sfilare e porgermi il coperchio della ” tabacchiera ” mi diceva: ” mettici solo un paio di filini senno si brucia la casa! ” un saluto a tutti, gherardo. deltaindia01@yahoo.it
Lei ha un museo bellissimo e lo ho anche io nella mia casina che ha quasi 80anni!
Tutto l’impianto elettrico è rimasto tale e quale di 80 anni fa (aggiunto un mini quadretto x la norma con la messa a terra).
Ciao Nino, sono io Gioacchino Entenmann dalla Stoccarda in Germania. Un museo virtuale, che si puo visitare indipendente dall tempo, luogo e distanza (e senza spesa). Ti ammiro, caro amico mio, hai avuto una ottima idea. Spero di rividerti presto.