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	<title>Commenti a: Gaetano Rapizzi &#8211; pioniere dell&#8217;industria elettrica primi del 900</title>
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	<description>Si da la disponibilità a prelevare le fotografie contenute nel museo la luce, sotto previa autorizzazione.</description>
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		<title>Di: Jan Pastori, pronipote di Gaetano Rapizzi. Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jan Pastori, pronipote di Gaetano Rapizzi. Milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 18:36:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mia nonna Lina é stata una grande conservatrice e mia madre Daniela lo è ancora. Ho sempre sentito parlare del nonno-bis Gaetano, dei suoi raggiungimenti e delle sue invenzioni, di tutto ciò che ha creato, della sua generosità. Ma, fino a poco tempo fa, non ne ero consapevole in modo adulto. 
Quando la mia nonna Lina se ne è andata, qualche anno fa, la mamma ha aperto scatole e pacchi avvolti in carta di giornale in cantina e ha recuperato tutti i tesori che lei aveva custodito e di cui parlava sempre con orgoglio e nostalgia: quadri elettrici, valvole, campanelli, fotografie, le insegne del Cavalierato del Lavoro. Non vivevo, allora, a Milano e non sono stato partecipe dell’impegno che ha intrapreso per raccogliere tutto quanto ha trovato e prendere  accordi con il Dottor Iannone del Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano per donare quei pezzi che, direi anch’io, sono storia.
Un giorno, per pura curiosità, la mamma ha digitato su Internet, semplicemente, “Gaetano Rapizzi” ed è capitata sul Suo sito. Le si è aperto un mondo nuovo, vi siete sentiti ed è cominciata quella “storia” che ha coinvolto anche me nel fornirle scannerizzato tutto il materiale trovato in casa, anche se c’è voluto del tempo…proprio perché in quel periodo stavo cambiando campo di lavoro entrando in quello dell’illuminazione. Strana coincidenza, ci ho riflettuto solo dopo. 
Non sono certo un “pioniere”, mi auguro solo di continuare, a vivere –  e bene – qualcosa che fa parte, in qualche modo, della “mia storia”.
Spero e mi auguro di aver assorbito alcuni valori importanti e che risalgono, appunto, al mio “bis sconosciuto”. Grazie a lui, grazie alla nonna e alla mia mamma. E grazie a Lei, Signor Vadalà. 
Un piccolo particolare. Tutto il materiale che la mamma ha trovato era impacchettato in carta di giornali che datavano della fine 1976, anno in cui la “bis Rachele” (amatissima moglie del bis-Gaetano, che ho visto solo nella fotografia del mio battesimo) se ne è andata e  la nonna Lina è “subentrata” nella custodia di quello che lei aveva tanto accuratamente tenuto fino a quel momento. Io sono nato  nel marzo del 1976, e sembrerebbe che, anche qui, ci sia  una piccola coincidenza.
Grazie ancora per certe radici della mia famiglia che lei conserva e tiene vive.

Jan Pastori 
Milano, Dicembre 2012]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mia nonna Lina é stata una grande conservatrice e mia madre Daniela lo è ancora. Ho sempre sentito parlare del nonno-bis Gaetano, dei suoi raggiungimenti e delle sue invenzioni, di tutto ciò che ha creato, della sua generosità. Ma, fino a poco tempo fa, non ne ero consapevole in modo adulto.<br />
Quando la mia nonna Lina se ne è andata, qualche anno fa, la mamma ha aperto scatole e pacchi avvolti in carta di giornale in cantina e ha recuperato tutti i tesori che lei aveva custodito e di cui parlava sempre con orgoglio e nostalgia: quadri elettrici, valvole, campanelli, fotografie, le insegne del Cavalierato del Lavoro. Non vivevo, allora, a Milano e non sono stato partecipe dell’impegno che ha intrapreso per raccogliere tutto quanto ha trovato e prendere  accordi con il Dottor Iannone del Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano per donare quei pezzi che, direi anch’io, sono storia.<br />
Un giorno, per pura curiosità, la mamma ha digitato su Internet, semplicemente, “Gaetano Rapizzi” ed è capitata sul Suo sito. Le si è aperto un mondo nuovo, vi siete sentiti ed è cominciata quella “storia” che ha coinvolto anche me nel fornirle scannerizzato tutto il materiale trovato in casa, anche se c’è voluto del tempo…proprio perché in quel periodo stavo cambiando campo di lavoro entrando in quello dell’illuminazione. Strana coincidenza, ci ho riflettuto solo dopo.<br />
Non sono certo un “pioniere”, mi auguro solo di continuare, a vivere –  e bene – qualcosa che fa parte, in qualche modo, della “mia storia”.<br />
Spero e mi auguro di aver assorbito alcuni valori importanti e che risalgono, appunto, al mio “bis sconosciuto”. Grazie a lui, grazie alla nonna e alla mia mamma. E grazie a Lei, Signor Vadalà.<br />
Un piccolo particolare. Tutto il materiale che la mamma ha trovato era impacchettato in carta di giornali che datavano della fine 1976, anno in cui la “bis Rachele” (amatissima moglie del bis-Gaetano, che ho visto solo nella fotografia del mio battesimo) se ne è andata e  la nonna Lina è “subentrata” nella custodia di quello che lei aveva tanto accuratamente tenuto fino a quel momento. Io sono nato  nel marzo del 1976, e sembrerebbe che, anche qui, ci sia  una piccola coincidenza.<br />
Grazie ancora per certe radici della mia famiglia che lei conserva e tiene vive.</p>
<p>Jan Pastori<br />
Milano, Dicembre 2012</p>
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