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Museo La Luce

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L'evoluzione dell'impianto esterno dal 900 al 1960

QUADRO DI MARMO ANNI 30

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Fusibili di porcellana; (gli interruttori BTicino sono stati aggiunti negli anni 50) Villa dott. Romano Taormina.

Quadro marmo anni 40

Quadro marmo anni 40

Retro quadro anni 40

Retro quadro anni 40

Tassello di piombo, prima si usava fare un piccolo foro con il trapano dove si metteva una canna tagliata o un legnetto, da come si vede nei buchi del marmo

Tassello di piombo, prima si usava fare un piccolo foro con il trapano dove si metteva una canna tagliata o un legnetto, da come si vede nei buchi del marmo

Il mio trapanino degli anni 50/60

Il mio trapanino degli anni 50/60

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QUADRO DI BACHELITE ANNI 50

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Provenienza dall’istituto delle Figlie del Divino Zelo; Giardini-Naxos.

QUADRO IN BACHELITE

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Curiosità: il proprietario identifica spine al posto di prese.

QUADRETTO CON BASE IN LEGNO

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Provenienza Chiesa Raccomandata Giardini-Naxos; impianto rifatto dopo quello a cordoncino, poi a piattina anni 50.

QUADRO CON BASE IN LEGNO

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Fusibili ad innesto e vari relè.

VOLTOMETRI E AMPEROMETRI

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Su pannello in bachelite prelevati da cabina elettrica anni 30.

Piccolo voltometro portatile in acciaio anni 50

Piccolo voltometro portatile in acciaio anni 50

Retro voltometro

Retro voltometro

MIX DI VARIO GENERE

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DETTAGLIO MIX

DETTAGLIO MIX

La prima serie in bachelite dei fratelli Bassani BTicino anni 1945

Link al sito ufficiale BTicino (google: storia bticino anni 50)

INTERRUTTORI ESTERNI IN PORCELLANA PRIMA DEL 900

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Curiosità:
Mi sento onorato di aver smontato dal palazzo Durante in Trappitello Taormina questi interruttori appartenuti al famoso siciliano prof. Francesco Durante.

Francesco Durante

Dettaglio interruttore: “questi sono stati i primi impianti elettrici esterni in abitazioni civili” eseguiti in Italia, infatti i fili erano unipolari, poi c’è stato il cordoncino e infine la piattina degli anni ‘50″

Foto Artistica di un Artigiano

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PANNELLO N.1

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A destra vari interruttori a coltelli; al centro isolatori a corna vetro e porcellana, fusibili.

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PANNELLO N.2

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Dedicato a Zeus Rapizzi (Antica casa di materiale elettrico civile). Al centro il quadro di marmo prelevato dalla chiesa dei Cappuccini Villagonia Taormina. Da notare in basso a sinistra il primo magnetotermico d’Italia, come precisa Tuttonormel del luglio 1996…

DETTAGLIO DEL PANNELLO N.2

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PANNELLO N.3

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Vari interruttori esterni Bticino a fusibili e magnetotermico; Da notare al centro l’interruttore sotto vetro era per sezionare la linea del motore ascensore.

PANNELLO N.4

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Vari tipi di interruttori, spine, prese, portalampade, tubi per impianto incassato Bergman e di pastica, vari tipi di filo, resistenze e reattore 20 w 160 v.

DETTAGLIO PANNELLO N.4 reattore per tubi floroscenti a tre fili anni 40 a 160 v. dal S. Domenico Taormina

reattore per tubi floroscenti a tre fili anni 40 a 160 v. dal S. Domenico Taormina

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PANNELLO N.5 VARI BTICINO

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Vari tipi di interruttori magnetotermici Bticino; da notare al centro i primi salvavita di questa serie civile.

Presa e spina Magic 10 16 A sicura bTicino anni 6o

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Presa e spina trifase Magic

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PANNELLO N.6

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Vari tipi di voltometri e amperometri; da notare in basso a sinistra il mio primo voltometro.

PANNELLO N.7

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Serie porcellana; vari interruttori, prese, isolatori, valvole e morsettiere, e la caratteristica valvola a tabbacchiera.

DETTAGLIO DEL PANNELLO N.7

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A destra: interruttore rotatorio con base in porcellana e coperchio metallico provenienza Stati Uniti; a sinistra: placca rettangolare in ottone con interruttori a levetta ed al centro pulsante per chiamata servizio provenienti dalla Gran Bretagna.

PANNELLO N.8 I primi impianti incassati, con interruttori e prese e frontalino in vetro su cui e scritto il nome della ditta installatrice, e vari portalampade

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Curiosità: da notare i due interruttori in legno detti a peretta si usavano generalmente al centro sulla testata del letto. Alcuni di questi interruttori di vetro provengono dalla villa Paradiso di Taormina dove lavorò zio Peppino e papà.

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PANNELLO N.9 Campanelli di legno dei primi del 900, fino al din don della Bticino

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N.b. I campanelli di legno sono stati prelevati: dal palazzo Prof. Durante e dalla villa Mon Répos, dove c’èra il Kursal casinò di Taormina.

PANNELLO N.10

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Vari citofoni; da sinistra in alto Farfisa, Safanat, Elvox, Comelit, Lt, Lt, Lt, Bticino; da sinistra in basso Italtel-Siemens, Siemens, Urmet, Urmet, Bpt, Bpt, Bpt.

DETTAGLIO PANNELLO N.10

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Citofono Urmet, tra i primi modelli in italia.

Il primo videocitofono Siemens - anni 70

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PANNELLO N.11

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Al centro centralino Breter, vari magnetotermici e differenziali elettrocondutture.

PANNELLO N.12

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Vari alimentatori e p.e.: BPT, SIEMENS, ITALTEL, B TICINO, SEIKO.

PANNELLO N.13

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Il famoso interruttore 642 della Bticino e stato largamente usato da centralino di appartamento a interruttore del scaldabagno.

PANNELLO N.14

Schema dei giochi a pulsante 1959, e lettera 1970 del tecnico della trasmissione “RISCHIATUTTO” di Mike Buongiorno e ricostruzione dei quadri a riferimento schema.

PANNELLO N. 14

Foto Artistica di un Artigiano

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CENTRALINO PER APPARTAMENTO

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Interruttori a fusibili e campanello.
Curiosità: proveniente da casa privata, dopo divenne albergo Sabbie D’oro Giardini Naxos.

INTERRUTTORE ELEGANTE

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Curiosità: placche che si usavano negli appartamenti di lusso sulla serie Piuma Bticino; a dire il vero con tutto quel metallo non erano affatto sicure; ma alcune volte l’eleganza supera la sicurezza.

CENTRALINO ARTIGIANALE IN LEGNO

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Al posto del centralino usavo incassato al muro questo tipo, che a dire il vero negli anni 60-70 era sempre meglio di chi ne faceva a meno. I magnetotermici sono della ditta STOTZ Elettrocondutture.

VIMAR: Anni 40/60

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Spine porcellana: VIMAR

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Dettaglio spina

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A Sinistra: borsetta omaggio agli elettricisti anni 70 BTICINO.
A Destra: chiodini per piattina

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QUADRO CHIAMATE

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Ditta LT; quadretto per chiamate di emergenza dai bagni o camere di alberghi.

LAMPADA DI EMERGENZA

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Tra le prime lampade di emergenza della Legrand.

DIFFERENZIALI MAGNETOTERMICI AVE

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Quadripolari e bipolari.
Curiosità: nel differenziale bipolare, togliendo il piombo e girando la vite in posizione diversa, si poteva diminuire la sensibilità da 0,03 a 0,3.

QUADRO CHIAMATE

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Quadretto di chiamate per camere, costruito artigianalmente nei primi del 900 la cui provenienza deriva dalla Pensione San Pietro Taormina, oggi grande albergo.
Curiosità: a destra in alto troviamo un piccolo quadretto della Zeus, sicuramente per estendere il numero di camere; in basso a destra la levetta di deviazione serviva sicuramente a smistare le chiamate campanello nella camera dove dormiva il portiere di notte.

QUADRO CHIAMATE CON FRONTALINO IN VETRO

QUADRO CHIAMATE CON FRONTALINO IN VETRO

PARTICOLARE DEL QUADRO A 5 NUMERI

PARTICOLARE DEL QUADRO A 5 NUMERI

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STRUMENTO PER CONTROLLO SFASAMENTO DI CORRENTE ATTIVA E REATTIVA

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STRUMENTO MEGAWATTMETRO

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RELE’

Relè

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In alto al centro relè temporizzato elettropneumatico; in basso da sinistra relè di minima e massima corrente.

Bolletta società elettrica della Sicilia - 1935

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CONTATORE PER USO FAMIGLIARE

Contatore per uso famigliare

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Della società generale elettrica sicilia a 150 v. anni 40.

Contatore trifase a sistema di energia reattiva; Anni 50

Contatore trifase a sistema di energia reattiva

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Contatore trifase per carico equilibrato e squilibrato

Contatore trifase per carico equilibrato e squilibrato

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Il contatore reattivo misura la potenza reattiva nel tempo e quindi energia reattiva (kvarh), che è nella corrente assorbita da certi tipi di utilizzatori (motori elettrici, trasformatori, lampade fluorescenti) che serve a generare campi magnetici ed elettrici di cui queste macchine hanno bisogno per il loro funzionamento; anni 60.

Contatore trifase a sistemi

Contatore trifase a sistemi

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Contatore 220 v. anni 2000

Contatore 220 v. anni 2000

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Contatore usato prima dell’ultima generazione dell’attuale elettronico.
Curiosità: su questo contatore l’Enel aveva creato un sistema differenziale.

Contatore uso civile

Contatore uso civile

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A sinistra contatore 150 v. anni 50; a destra tipico contatore trasparente 220 v. anni 70.

Senza l’ausilio dell’elettricità

Senza l'ausilio dell'elettricità

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A sinistra lanterna di carrozza; al centro lucerna romana ad olio; lume a petrolio dell’800 tubo inglese con base lavorata a tornio da artigiano di Castiglione di Sicilia; a destra classica lanterna poi all’estremità destra troviamo una citilena utilizzata per illuminare i cuniculi nelle miniere (essa in foto proviene dalla miniera di Carbonia in Sardegna).
Acetilene: liquido infiammabile o carburo di calcio, che sostituisce, all’inizio del 900, la precedente lanterna che era a olio, detta lumera.

Lampadario dell’800

Lampadario dell'800

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Provenienza dalla chiesa Raccomandata di Giardini Naxos.
Cusiosità: questo lampadario prima funziovana a candele, poi in seguito venne trasformato in elettricità.

DETTAGLIO - Nome della ditta costruttrice

DETTAGLIO - Nome della ditta costruttrice

Lampadario del 900 in vetro di murano

Lampadario del 900 in vetro di murano

Lampada Philips 150 v -> [vedi sezione dedicata]

Lampada Philips 150 v

Lampada OSRAM a 160 v. con piatto smaltato anni 40

Lampada a 160 v. con piatto smaltato anni 40

Prelevata dalla chiesa S. Vincenzo Taormina, quando fu cambiata la tenzione da 160 a 220 v.

Plafoniera per esterno anni 40

Plafoniera per esterno anni 40

Usata per l’illuminazione stradale per piccoli centri urbani.

Aplique anni 50

Aplique anni 50

Corpo in ceramica e tazzina in vetro.

Saliscendi anni 40

Saliscendi anni 40

Saliscendi con contropeso in ceramica riempito di sabbia affinchè creasse l’equilibrio con il piatto di vetro; il cordoncino di rame è foderato in stoffa.

Lampada OSRAM golia 160 v. 1000 w

Lampada golia 160 v. 1000 w

Usata dai fratelli Brunetto nel 1920 sopra il palco musicale nella piazza del mio paese durante le feste e i concerti.

Lampada per riflettore

Lampada per riflettore

Da 5000 w usata nel Teatro Antico di Taormina.

Lampada per studio radiologico anni 50

Lampada per studio radiologico anni 50

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Lampada Golia 2000 w

Lampada Golia 2000 w

Usata su riflettore Monza e Bianchi di Milano.

Lampade per riflettori

Lampade per riflettori

Bispina da 2000 w ed Edison sa 250 w specchiata.

Lampada con palo

Lampada con palo

L’illuminazione nelle vie dei paesi di una volta.

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Confezione lampade anni 60

Confezione lampade anni 60 Zoom

Lanterne di arredamento

Lanterne di arredamento

Lanterne stile veneziano costruite da stagnino taorminese, usate nei locali caratteristici adattando una lampadina.

Lanterne in ferro battuto

Lanterne in ferro battuto

Dopo la fine del mestiere dei carratori (costruttore di carretti), i maestri del mio paese si dedicarono all’artigianato del ferro battuto.

Ferro da stiro della nonna

Ferro da stiro della nonna

Amplificatore anni 50

Amplificatore anni 50

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Il primo amplificatore installato nella chiesa Raccomandata di Giardini da padre Giammaria.

Ventilatore Marelli anni 60

Ventilatore Marelli anni 60

Il mio registratore anni 60

Targhetta registratore Lesa

Il mio registratore anni 60. Zoom

L’elettrauto

L'elettrauto

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Banco prova adoperato dal sig. Ferrara, il primo elettrauto di Giardini Taormina anni ‘50.

L’elettrauto dettaglio

L'elettrauto dettaglio

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Serviva alla verifica:
Motorini avviamento, dinamo, spinterogeno, ricarica magneti, regolatori di minimo.
I fili servivano da collegamento allo spinterogeno da provare, per controllare l’efficienza dello stesso, che fosse uguale per tutte le camme di fase da verificare.

Motorino avviamento Zoom

Controllo contatori trifase anni 60

Controllo contatori trifase anni 60

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Apparecchio per il controllo dell’esatta registrazione dei consumi (+ o - errore %) dei contatori elettrici: trifase per energia attiva, e per energia reattiva e gruppi di misura ad inserzione semidiretta (BT) e indiretta (MT).

Controllo contatori monofase anni 60

Controllo contatori monofase anni 60

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Apparecchio per il controllo dell’esatta registrazione dei consumi (+ o - errore %) dei contatori elettrici monofasi.

Strumento per vari misurazioni di terra anni 60

Strumento per vari misurazioni di terra anni 60

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Apparecchiatura elettrica che abbinata ad un trasformatore di isolamento serve ad inviare nel terreno delle correnti per effettuare delle misure di passo e di contatto Vp e Vc nelle cabine elettriche.

Interruttore VOR

Interruttore VOR

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Interruttore Volume Olio Ridotto, usato in cabina, secondario sezionamento e a protezione trasformatore.

DETTAGLIO VOR

DETTAGLIO VOR

VATTOMETRO

VATTOMETRO

MEGAOHM

MEGAOHM

PROVAFIOR

PROVAFIOR

1/7

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2/7

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3/7

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6/7

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Riflettore 250w anni 70

Riflettore 250w anni 70

Per creare effetti colorati in movimento

Riflettore Monza e Bianchi da 1000 w. anni 70

Etichetta "Monza e Bianchi"

Riflettore Monza e Bianchi da 1000 w. anni 70

Serviva a creare vari effetti scomposti in base a cosa si inseriva tra la lente e la lampada.

Occhio di bue da 1000 w. della Coemar anni 80

Occhio di bue da 1000 w. della Coemar anni 80

Riflettore 250 w. anni 70

Riflettore 250 w. anni 70

Serviva a creare effetti di luce prismatici.

Riflettore 150 w. della Monza e Bianchi chiamato musetta anni 70

Riflettore 150 w. della Monza e Bianchi chiamato musetta anni 70

Cine proiettore Solex 5000 w. anni 40

Cine proiettore Solex 5000 w. anni 40

Riflettore donato dal principe Alliata Francesco, della Panaria Film 1946-1949 (casa produttrice cinematografica siciliana); usato nel film “Vulcano” del 1949 con Anna Magnani e Rossano Brazzi.

Foto scattata dietro le quinte del film Vulcano

Foto scattata dietro le quinte del film Vulcano

Foto che ritrae Anna Magnani con la serie del riflettore precedentemente descritto.

Istruzioni per l’illuminazione del Teatro Antico di Taormina

Istruzioni per l'illuminazione del Teatro Antico di Taormina

Guida per manovrare l’illuminazione del Teatro Antico di Taormina anni 60.

Riflettore della CGE da 1000 w La lampada specchiata è stata applicata all’inverso per metterla in risalto

Riflettore della CGE da 1000 w

Serviva ad illuminare le rocce dell’ingresso del Teatro Antico di Taormina.

Targhetta riflettore CGE

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Simbolo ditta CGE

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Padellone 500 w

Padellone 500 w

Costruzione artigianale anni 50 in lamiera zingata; serviva per l’illuminazione dei passaggi e pareti del Teatro Antico di Taormina.

Padellone 500 w

Padellone 500 w

Costruzione artigianale anni 60 in lamine in ferro; serviva per l’illuminazione dei passaggi e pareti del Teatro Antico di Taormina.

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Fondatore Peter Mole-Richardson, Siciliano di Termini Imerese 1891 -> [vedi sezione dedicata]

Riflettore da 2000 w

Riflettore da 2000 w

Riflettore usato per le riprese cinematografiche della Mole-Richardson.

Dettaglio del riflettore Mole-Richardson

Dettaglio del riflettore Mole-Richardson

Dettaglio simbolo ditta

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Riflettore 1000 w

Riflettore 1000 w

Riflettore usato per spettacoli teatrale.

Riflettore 2000 w

Riflettore 2000 w

Costruito dalla ditta Monza e Bianchi di Milano, artigiani esperti in campo teatrale.

Dettaglio del riflettore Monza e Bianchi

Dettaglio del riflettore Monza e Bianchi

Vetrinetta di esposizioni varie

Vetrinetta di esposizioni varie

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Particolare vetrina

Particolare vetrina

Telegrafo ad impulsi elettrici

Telegrafo ad impulsi elettrici

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Consentiva di trasmettere messaggi inviando impulsi elettrici via cavo; in Italia la prima linea telegrafica fu realizzata nel 1847 e collegava Livorno con Pisa.

Serie Metallo Anni 50/70: ILME, PALAZZOLI, BTICINO

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PARTICOLARE: Interruttore a blocco meccanico ILME

Interruttore a blocco meccanico

Della serie Ilme quadripolare in metallo anni 60.

Curiosa presa di metallo a pavimento della FBT, con coperchio in ottone.. per niente sicura e poco pratica anni 60

Presa a pavimento

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Regolatore elettronico dell’azienda “OVA” anni ‘70

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L’azienda “BTicino” negli anni 70 propose un interruttore che sfiorandolo chiudeva il contatto, sarà stato per il costo eccessivo ma non ebbe successo.

Curioso strumento

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Curioso strumento per rilevare la dispersione tra la linea e il filo centrale, che rimaneva isolato fino al securitas Zois anni 60

n.b.: per maggiori dettagli fare zoom sulla foto che la si trova in alta risoluzione.

Spina e presa volante 30 A

Spina e presa volante 30 A

Corpo in ceramica e rivestimento in gomma anni 50.

Reattori per tubi fluorescenti

Reattori per tubi fluorescenti

Di marca Bezzi e Aros anni 50.

Resistenze varie

Resistenze varie

Scalda acqua, ferri da stiro, stufe e asciuca capelli.

Resistenza scaldabagno anni ‘70

Era inserita in uno spazio ricavato all’interno dello scaldabagno (non a contatto con l’acqua).
Era meno pericolosa in quanto non andava a contatto con l’acqua, ma meno efficiente.
Resistenza scaldabagno anni '70

Orologio elettrico

Orologio elettrico

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Per l’illuminazione stradale.

Temporizzatori

Temporizzatori

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Vari tipi a mercurio.

Vari tipi di relè

Vari tipi di relè

Pulsantiera di ascensore

Pulsantiera di ascensore

Quadro ascensore anni 50

Quadro ascensore anni 50

Motore ascensore anni 50

Motore ascensore anni 50

Stabilizzatore per televisore anni 70

Stabilizzatore per televisore anni 70

Piccoli elettrodomestici

Piccoli elettrodomestici

A sisnistra caratteristico scaldaletto per uso generico anni 40; a destra asciuca-capelli anni 50.

Pannello da quadro anni 70

Pannello da quadro anni 70

Pinza amperometrica anni 60

Pinza amperometrica anni 60

Contattore elettromeccanico

Contattore elettromecchanico

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Serviva a dare un senso di rotazione alle luminarie, Elios anni 70.

BATTERIA PER LA GALVANIZZAZIONE MEDICINAL EPOCA 1900-1910 -> (vedi sezione dedicata)

Batteria 12v in legno circa anni 20

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Centrale Idroelettrica “ALCANTARA” tra le prime d’Italia -> (vedi sezione dedicata)

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Bibliografia, Cataloghi e Libri -> (vedi sezione dedicata)


Il mio tester da ragazzo

Il mio tester da ragazzo

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Questo è stato il mio banco prova per provare i ferri da stiro se erano in dispersione.

Attraverso la presa, che funzionava da interruttore, inserendo i due puntali tra la massa del ferro da stiro e la spina, vedevo se era in dispersione, perchè si accendeva la lampada.

Questo sistema a 160 v. era abbastanza pericoloso, quindi passai ad alimentare l’altra presa con lampada a batteria di 4,5 v.

Il regolatore con acqua e sale

Il regolatore con acqua e sale

A seguito dell’articolo precedentemente descritto; ricordo con meraviglia quando informandomi con il mio principale (datore di lavoro) mi chiedevo come si faceva ad abbassare la tensione, dato che curavo le luci nel teatro dei cappuccini di Villagonia di Taormina, (sistema che non influiva economicamente) Senza ricorrere all’acquisto del regolatore ad olio, egli mi disse <prendi un pò di acqua e versala sul banco di legno e poi avvicina i due puntali del banco prova>, così facendo la luce aumentò di intensità, poi aggiunse di mettere un pò di sale in una boccia di vetro, e nel fondo una piastra di rame con un’ottimo cavo isolato saldato nella piastra.

Con l’altro filo di ritorno della lampada, immergendolo con cautela si ottiene un effetto regolatore.

Curiosità: negli anni 30 alcuni elettricisti di Taormina usavano questo sistema utilizzando al posto dell’acqua, l’urina.

N.b.: questo sistema era molto pericoloso per chi stava nelle vicinanza mentre si eseguiva la regolazione.

Nell’inviare il commento si prega di specificare la provenienza!

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85 Commenti a “Museo La Luce”

  1. bepi scrive:

    Da Trento, ciao, complimeti per il bel sito, e visto che sei un esperto di materiale elettrico volevo domandarti se avevi presente quelle prese da quadro di colore blu con il marchio EE sul coperchio. vi erano in tutte le officine negli anni ‘70 ‘80,. vorrei che tu mi confermassi che la sigla EE sta per elettrocondutture perchè molti elettricisti mi hanno detto che quelle le produceva la palazzoli. ti ringrazio
    saluti

  2. ANTONIO DANSE scrive:

    Da Iseo Brescia, Quanta nostalgia, ogni oggetto esposto mi ricorda una vita passata ma non trascorsa. Complimenti al bravo collezionista che è anche persona preparata.

  3. marco scrive:

    veramente una bella collezione. Ho solo 35 anni ma ricordo molto bene tutti i pezzi impiegati dai primi anni 70. Grazie per avermi fatto tornare in mente questi ricordi.

  4. enzo scrive:

    Ciao sono Enzo di Parma, faccio i miei complimenti, una gran signora collezione , a tutto ciò che o visto, e veramente staordinario, non pensavo più di poter rivedere tutto ciò che anno visto i miei occhi, grande, grande, veramente i miei complimenti gran collezionista e grazie per avermi fatto sognare .

  5. Carlo de vena scrive:

    Salve Nino,complimenti per la collezione di interruttori in generale,molto belli i quadretti della rapizzi e della bassani Ticino,volevo sapere se hai dei cataloghi molto vecchi della Bassani Ticino,dal 1953 primo catalogo al 1980,sono elettricista come te di 41 anni e colleziono materiale Bticino da 25 anni,si puo’ dire che ho quasi tutto della Bticino,ma non ho documentazione,ad eccezione di un cataloghino del 1958 della ditta Gnoli di Milano,sarei felice di avere almeno un catalogo della Bticino anche in fotocopia,ho visto quello nelle foto e del 1970,non l’avevo mai visto!!!!
    Purtroppo qui a Como e anche a Varese e Milano non si trova niente,allora io regolarmente navigo su Internet alla disperata ricerca di Cataloghi della Bticino!!!
    Per qualsiasi informazione o notizie ti prego di scrivermi o telefonarmi,spero presto in una tua mail o telefonata al riguardo!!!!!
    Non è un problema economico comprare un catalogo vecchio!!!Mi rende molto felice!!!!!
    Carlo De Vena v.le Cavallotti 4 22100 Como 0314491415.
    Ancora grazie per una tua gentile risposta in merito!!!!!!!

  6. Carlo de vena scrive:

    ottimi oggetti in particolare Bticino e Zeus Rapizzi!!!!!!!!!!!!!

  7. francesco scrive:

    Gentile Signor Vadalà,

    i nostri complimenti per il suo lavoro sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Le foto e la documentazione sono molto interessanti.
    Speriamo di averLa presto nostro ospite.
    Cordiali saluti

    MUSEO DELLA TECNICA ELETTRICA
    UNIVERSITA’ DI PAVIA

  8. Luca scrive:

    Gentile Sig. Vadalà,
    le faccio i miei complimenti per la mole del materiale raccolto e pubblicato, che fa parte non solo della storia della tecnica ma anche della nostra personale
    Soprattutto mi complimento con lei per l’amore che ha dimostrato per il suo lavoro, amore che spero sia riuscito a trasmettere ai suoi figli
    Le auguro un sereno proseguimento
    Con stima

  9. Marco Tacchini scrive:

    Semplicemente bello! Si legge la passione per il lavoro! Complimenti.

  10. alfredo scrive:

    Complimenti Nino,
    sei riuscito a ricostruire la storia dell’elettricità e di tutti i materiali elettrici. Veramente interessante la documentazione, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
    Conoscendoti, ho subito immaginato l’importanza della tua iniziativa.
    Grazie e complimenti Alfredo

  11. Ugo Farinelli scrive:

    Caro Sig. Vadalà,
    La ringrazio della Sua segnalazione sul museo virtuale della luce, che sono andato a visitarmi sul sito. Le faccio le mie congratulazioni (anche essendo all’origine un ingegnere elettrotecnico) per la quantità e la qualità del materiale raccolto, che oltre a una testimonianza personale, raccontano la storia di cinquant’anni di evoluzione della elettrotecnica e di attenzione al dettaglio e alle soluzioni tecnicamente ed esteticamente corrette.
    Un cordiale saluto

    Ugo Farinelli

  12. MIMMO scrive:

    Ciao, complimenti per il pezzo di storia che con pasienza e amore hai saputo conservare, anchio sono un appassionato di materiale elettrico non più in uso, ho tanto materiale e, quello doppio cerco di venderlo su Ebay, per poi acquistarne dell’altro che a me manca, certo non sono ai tuoi livelli, ma visitando il tuo Museo, mi hai dato più voglia di continuare .
    Grazie per le belle cose che ci hai permesso di vedere, complimenti ancora e, tanti auguri.
    Cordiali saluti Mimmo da Terrasini un bel paese in provincia di Palermo.

  13. Gianfranco Tripi scrive:

    Gentilissimo Sig. Vadalà, Le esprimo i miei più vivi complimenti per la Sua iniziativa che trova analogie solo in ambito universitario o nei musei della scienza e della tecnica, che comunque non sono “visitabili” a distanza come invece Lei ci ha dato modo di fare.
    La ringrazio anche, da ingegnere elettrotecnico, per averci fatto ricordare che gli impianti elettrici non riguardano solo i tecnici, ma fanno e hanno fatto parte della nostra vita quotidiana in casa e fuori, con oggetti che ognuno di noi può ritrovare nella propria MEMORIA.

  14. Complimenti Antonino per la raccolta e per l’esposizione sul sito una bellissima idea. “Luomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo”.

    IL PICCOLO MUSEO - TRIESTE

  15. Elena Accorinti scrive:

    Egregio “pensionato”.
    E’ un piacere scoprire l’energia da lei conservata e tramandata anche “virtualmente”…

    Mi scuso per il tempo trascorso per rispondere alla sua mail.
    Appena possibile, ci metteremo in contatto con lei per uno scambio, spero, di utilità per i suoi specifici interessi ma, anche per i nostri obiettivi come “Archivio Storico Enel”.

    Complimenti ancora per l’ottima iniziativa, che visionerò con maggiore attenzione.

    Cordialità Elena Accorinti, “Archivio Storico Enel Roma”.

  16. Francesco scrive:

    Grazie per lo stupore che la sua raccolta riesce a trasmettere, riportandomi nei tempi andati.

  17. Ing. Paolo Paganucci scrive:

    Sollecitato dal suo entusiasmo, ho visitato il suo museo virtuale e devo dire che ne valeva la pena.

    Ho respirato un’aria di ricordi nostalgici di un tempo in cui forse gli elettroni erano più “buoni”.

    Un particolare interesse è stato determinato dalle varie pubblicità di apparecchiature elettromeccaniche e di pubblicazioni librarie.

    Solo chi condivide la sua stessa passione, iniziata per me con oggetti di mio nonno e proseguita per il mio lavoro (sono ormai trenta anni che opero come progettista di impianti elettrici), può apprezzare la bellezza di certi apparecchi e di certi documenti.

    Complimenti di nuovo e tanti auguri per la sua vita e per la sua raccolta.

    Ing. Paolo Paganucci VITERBO

  18. elio centorrino scrive:

    Ormai la cultura della memoria appartiene a pochi eletti; eccellente opera.
    Complimenti
    Elio Centorrino

  19. Giuseppe scrive:

    Salve Sig. Vadalà, complimenti innanzi tutto per il materiale da lei posseduto.
    Spero che mi possa aiutare nella mia richiesta.
    Mio zio possiede un cineproiettore degli anni ‘50, utilizzato per le proiezioni nelle sale da cinema. Si tratta del 16 m/m CINTIA DOMINATOR della CINELABOR di Firenze alimentato a 260 V.
    Come dovrei fare per sapere il valore commerciale?
    saluti
    giuseppe

  20. Desidero compiacermi per la sua interessante iniziativa , indice dell’amore e della professionalità con il quale ha svolto la professione. Terrò presente la sua cortese offerta
    Le segnalo che presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, è stato da tempo allestito un museo simile al suo e potrebbe proporre qualche utile scambio.

    Con i migliori saluti, auguri e complimenti. Prof. Vito Carrescia Torino

  21. Egr. Sig. Vadalà

    a nome di BTicino la ringraziamo per averci inviato notizia del suo
    interessante Museo Virtuale.

    Tra l’atro su http://www.museolaluce.com ho potuto trovare alcuni interessanti
    pezzi storici e documentazioni aziendali BTicino.

    Grazie e Cordiali saluti

    Marco Fiorentino

    Relazioni Stampa Trade

  22. LUIGI GUIDA scrive:

    BELLISSIMO SITO STO’ CERCANDO DEI SPUNTI PERCHE’ VORREI FARE ANCHE IO UN PICCOLO MUSEO ,HO FATTO UNA MOSTRA L’ANNO SCORSO BEL SUCCESSO PERO’ MANCANO LE BASI UN ABBRACCIO LUIGI.

  23. Ing. Alberto Vita scrive:

    Dopo essermi espresso in diretta telefonica quando mi ha chiamato per presentarmi la sua iniziativa, lascio questo commento per manifestare il compiacimento ad un onesto lavoratore e ad una vera persona per bene con cui ho condiviso momenti di crescita professionale. Farò vedere il sito agli alunni dell’ITIS E. Majorana di Milazzo, perchè l’iniziativa rappresenta uno spunto non solo tecnico, ma anche culturale.
    Alberto Vita

  24. Egregio Sig. Vadalà,

    sono uno studente di ing. informatica ed alloggio presso il pensionato universitario S. Giusto di Pisa, gestito dal Padre Direttore Terenzio Todaro.

    Grazie per aver segnalato questo meraviglioso sito web, ho 25 anni, ma ricordo ancora quando alla fine degli anno ‘80 inizi ‘90 dai miei nonni curiosavo tra i dispositivi elettrici! Mi incuriosivano tanto ed è stato bello ritrovarli qui!

    I miei migliori saluti.

  25. Rosario Quattrone scrive:

    Carissimo Nino Vadalà, ho visto il Tuo eccellentissimo lavoro, ed hai risvegliato in me 38 anni di lavoro presso l’ENEL (in qualità di tecnico specialista verifiche di zona) - Il ricordo di quelle apparecchiature elettriche che hanno fatto parte della nostra vita quotidiana, in casa e fuori, con oggetti che ognuno di noi può ritrovare nella propria MEMORIA e che sono custoditi magnificamente e gelosamente da Te.

    Complimenti Vivissimi
    Rosario Quattrone

  26. RASPUGLI DINO scrive:

    Gent.Nino Vadala’,mi complimento per i reperti elettrici conservati e custoditi da voi,portati alla conoscienza di tanti.
    Mi auguro ci possiate fare un museo ed anche un libro con la storia
    della elettricita’pratica.Anche io raccolgo vecchio materiale elettrico
    iniziando dalla perette in legno anni “20″ e libri e manuali da fine 800.

    I migliori saluti da Raspugli Dino - Pesaro -

  27. leonardo scrive:

    il sito comunica passione per il proprio lavoro , orgoglio e dignità delle cose magari semplici, ma fatte bene. Con dedizione.
    Quanto ci mancano in certi ambienti !
    Bel lavoro.

    Leonardo da Massa Marittima

    PS : sto ristrutturando la mia vecchia cantina. Se riesco utilizzerò materiale elettrico “vintage”.

  28. giovanni morelli firenze scrive:

    buongiorno da Firenze
    ho solo 44 anni, ma alcune di queste cose le avevo viste da piccolo
    grazie per la passione e la pubblicazione, chi potrà dirlo ai rgazzi di oggi, che pensano che i polli vivano al supermercato?
    saluti ed auguri

  29. Romano Baratta scrive:

    Complimenti per il museo.
    Continui ad alimentare il suo Museo con la stessa passione con la quale l’ha aperto. Queso museo mi ricorda il Museo dei trasporti Ogliari a Ranco (VA), entrambi ci fanno immergere nella storia tecnica della nostra Italia e viaggiare con i ricordi o con la fantasia.
    Interessante la sezione dei documenti.

    Un grande augurio e saluto da Gallarate in Lombardia.
    Romano Baratta

  30. davide scrive:

    salve a tutti..scusatemi tanto ma nel pannello n. 10 nella foto dove ci sono tutti i citofoni,mi sapete dire a quale serie si riferisce il citofono della btcino?(prima fila in alto a destra)…cortesemente potreste rispondermi nella mia e-mail su xxdavide83xx@hotmail.it…grazie infinite!

  31. Caro signor Vadalà,

    esprimo tutto il mio apprezzamento per il lavoro di raccolta e divulgazione del materiale storico inerente al settore energia, illuminazione e telecomunicazioni. Davvero un lavoro appassionato, utile per educare anche le nuove generazioni al mondo dell’archeologia industriale e della storia della tecnologia.

    complimenti davvero!

    Massimo Temporelli
    curatore del museo nazionale della scienza e della tecnologia di milano

  32. Angelo Bevacqua scrive:

    Semplicemente superbo. Sei una risorsa per Giardini Naxos.
    Mi piacerebbe studiare con te un angolo del paese dove proporre all’A.C. di montare un punto luce come quello che c’è nella foto con il sostegno in legno, la mensola e il corpo illuminante con piatto e lampda ad incandescenza.
    Ciao Angelo e complimenti

  33. Paolo scrive:

    Salve Sig. Vadalà mi chiamo Piccinini Paolo ho visitato il suo sito
    alla ricerca di foto di materiale elettrico “particolare” per poter fare
    una pubblicita di una mia ditta cliente.
    La ditta in questione è una piccola realtà locale (sia noi che loro
    siamo di Modena) le chiederei di poter proporre loro qualcuna delle
    foto che ho visto sul suo sito che è davvero molto bello ed esauriente..
    Complimenti per la sua ricerca
    Saluti
    Paolo

  34. pietro scrive:

    ciao , complimenti per il sito.
    mi puoi dire se commercialmente il mio Occhio di bue da 1000 w. della Coemar anni 80 ha un valore? e in ottimo stato con il treppiede originale più il disco e le gelatine di ricambio originali.
    grazie mille Pietro

  35. Gentilissimo Sig. Vadalà

    a nome della PALAZZOLI voglio ringraziarLa per il gentile omaggio e complimentarmi con Lei, per la qualità e la quantità del lavoro svolto.
    E’ un piacere ripercorrere l’ evoluzione dell’elettrotecnica, e sapere che persone come Lei diano un futuro al nostro passato.

    Grazie
    Cordiali saluti
    Ufficio Marketing

    Photobucket

  36. Pietro Buccheri - Universita' di Palermo scrive:

    Una bella passione, una bella raccolta.

  37. Luigi Dusonchet scrive:

    Desidero complimentarmi per la lodevole e appassionante iniziativa, sicuramente significativa della professionalità, della dedizione e della passione che ha dedicato al Suo lavoro.
    Segnalerò il sito ai miei colleghi di lavoro, che sicuramenmte, come me, l’apprezzeranno.
    Con l’augurio che possa ancora arricchire il suo museo, cordiali saluti
    Luigi Dusonchet

  38. Gentile Sig. Vadalà,
    desidero ringraziarla vivamente per la opportunità datami di poter ravvivare alcuni ricordi per mezzo delle tante apparecchiature presenti nel suo museo, molte certamente rare quanto singolari e significative nel quadro storico e sociale della nostra regione. Trovo interessante e lodevole lo sforzo da lei compiuto per l’allestimento del museo e la invito fortemente nel proseguire in tale iniziativa per potere arricchire la collezione. Segnalerò ai miei colleghi, conoscenti e anche agli studenti il sito da lei costituito, con la speranza di potere visitare personalmente la collezione.
    Cordiali saluti.
    Antonino Oscar Di Tommaso

  39. Gent.mo Sig. Vadalà,
    da parte mia e a nome della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo
    che presiedo esprimo il più vivo apprezzamento per la predisposizione del pregevole museo virtuale, sicuramente frutto di un’enorme mole di lavoro, svolto con passione e dedizione.

    Con i più cordiali saluti
    Francesco Paolo La Mantia

  40. Teppei71 scrive:

    Sono veramente contento di aver trovato questo sito, sono un appassionato di elettrotecnica e di tutto quello che ruta intorno all’elettricità. Spero che continui ad aggiornarlo con nuove immagini e contenuti. Saluti.

  41. Gent.mo Sig. Vadalà,
    scrivo da Torino dove coordino il Progetto multimediale OndeQuadre web radio & web tv del Politecnico di Torino.
    Mi complimeto con lei per l’amore e la dedizione coltivate in tanti anni e rivelandole l’emozione scaturita dal breve video di apertura (l’accensione della scritta la luce) che mi ha riportato al film di Giuseppe Tornatore ‘Nuovo cinema Paradiso’

    Cordiali saluti
    Monica Cavaliere

  42. gherardo scrive:

    complimeti per l’iniziativa. mi piacerebbe trovare anche immagini o documentazione sugli impianti di distribuzione nelle abitazioni dei primi decenni del secolo passato. ho iniziato per gioco con la bassa tensione a 2 anni e a 7 sono passato a quella di rete che per fortuna a firenze era di 160 v. da allora non mi sono mai fermato e mi occupo di elettronica e alta frequenza…ma che nostagia nel rivedere gli oggetti dei miei primi esperimenti a casa dei nonni! ogni tanto si restava al buio per colpa mia e mia nonna nello sfilare e porgermi il coperchio della ” tabacchiera ” mi diceva: ” mettici solo un paio di filini senno si brucia la casa! ” un saluto a tutti, gherardo. deltaindia01@yahoo.it

  43. Marcello scrive:

    Lei ha un museo bellissimo e lo ho anche io nella mia casina che ha quasi 80anni!
    Tutto l’impianto elettrico è rimasto tale e quale di 80 anni fa (aggiunto un mini quadretto x la norma con la messa a terra).

  44. Joachim Entenmann scrive:

    Ciao Nino, sono io Gioacchino Entenmann dalla Stoccarda in Germania. Un museo virtuale, che si puo visitare indipendente dall tempo, luogo e distanza (e senza spesa). Ti ammiro, caro amico mio, hai avuto una ottima idea. Spero di rividerti presto.

  45. Santina Rocchi scrive:

    Egr. Sig. Vadalà,
    da parte mia e a nome del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Siena, che dirigo, le porgo i ringraziamenti ed i complimenti per il suo pregievole lavoro, frutto di passione e dedizione. Sarà utile anche per i nostri studenti percorrere il passato che ha portato al grande sviluppo delle moderne tecnologie elettroniche.

    Cordiali Saluti
    Prof.ssa Santina Rocchi
    Direttore Del Dipartimento di
    Ingegneria dell’Informazione
    UNIVERSITA’ di SIENA

  46. Gianfranco Chicco scrive:

    Gent.mo Sig. Vadalà,

    La Storia è il fondamento delle nostre attività, e la memoria è il fondamento della Storia. Mi congratulo con Lei per la pregevole iniziativa di raccolta e diffusione delle informazioni e per l’interessante modalità di presentazione e varietà di contenuti. Scorrendo le illustrazioni ed i commenti, è un piacere poter riconoscere la passione e l’orgoglio per il lavoro di una vita.

    Con i migliori saluti,
    Prof. Gianfranco Chicco
    Dipartimento di Ingegneria Elettrica
    POLITECNICO DI TORINO

  47. Bruno Azzerboni scrive:

    Gent.mo Sig. Vadalà,
    complimenti vivissimi per la Sua eccellente iniziativa.
    Questo Museo è davvero bello e può essere molto utile anche ai giovani cui piace l’Elettrotecnica e che percepiscono che attraverso la storia e l’evoluzione della scienza si può capire meglio la tecnologia moderna.
    Sarei veramente felice se potessi conoscerLa e visitare il Suo “capolavoro”.
    Complimenti ancora ed auguri.

    Prof. Bruno Azzerboni
    Ordinario di Elettrotecnica
    UNVERSITA’ di MESSINA

  48. Gianfranco Albis scrive:

    Gent.mo Sig. Vadalà,
    ho visitato con estremo piacere il suo museo virtuale e devo dire che ne è assolutamente valsa la pena.
    Essendo figlio di un elettricista ho riconosciuto molti dei pezzi esposti in quanto li vedevo “girare per casa” negli anni passati.
    Credo che la sua iniziativa sia figlia della passione con cui lei ha svolto la sua professione di elettricista. E’ una cosa bellissima.
    E’ curioso comunque che la valorizzazione di un patrimonio tecnico storico di tale livello sia affidata alla volontà di un singolo cittadino nella piena indifferenza delle istituzioni che invece dovrebbero farsene carico.
    Le auguro di trovare un interlocutore di un certo livello in grado di aiutarla a valorizzare ancora meglio e ancora di più la sua magnifica collezione.

    Con i migliori saluti,
    dr. ing. Gianfranco Albis
    Dipartimento di Elettronica
    POLITECNICO DI TORINO

  49. Alberto Barbera scrive:

    Bello! Senza la luce non ci sarebbe stato il cinema. Senza la memoria dell’evoluzione degli strumenti di illuminazione saremmo tutti più poveri. Il suo lavoro, frutto di una passione evidente e disinteressata, merita ammirazione e riconoscenza. E’ grazie a persone come lei che il nostro passato non rischia di essere oscurato.
    Con i saluti più cordiali,

    Alberto Barbera
    Direttore
    Museo Nazionale dle Cinema
    Torino

  50. Buongiorno sig. Vadalà
    ho visitato volentieri il suo sito.
    Sia l’impostazione che il contenuto trasmettono una sensazione di genuina semplicità e di passione sia per il proprio lavoro che per la vita.
    Nella mia vita professionale (ingegnere - da anni responsabile delle manutenzioni del mio comune) ho costantemente incontrato sia tanti suoi colleghi elettricisti (e devo dire tutti appassionati del proprio lavoro) che … impianti  (da aggiornare o da sostituire).
    Guardando un vecchio “quadro” vengono in mente gli ambienti dove era installato:
    una scuola (i maestri, le bidelle, i bambini…) - un teatro (le luci, le scene, gli attori) -un convento (le preghiere, il campanile ..)
    e tutti i suoni, i colori e le persone che in quel momento hanno potuto lavorare o migliorare la qualità della vita grazie a quel quadro.
    Lei ha fatto una cosa bella ed è quella che io chiamo
     ”raccogliere elementi provenienti dallo spazio-tempo per reimmetterli nel “viaggio” con una nuova vita, una propria dignità, su una nuova strada dopo averli salvati dalla distruzione e dalla dimenticanza”.
    Lo stesso che ho fatto nel mio museo virtuale.
    A proposito, le devo segnalare una curiosità, una coincidenza molto particolare:
    nella sezione della “lampada Philips 150w” lei espone la copertina della Domenica del Corriere del 7-14 ottobre 1917. All’interno e nella copertina posteriore c’è la notizia del raid Torino-Londra compiuto dal mio prozio cap. Giulio Laureati.
    Una rivista stampata 93 anni fa ha creato oggi un punto di contatto tra due iniziative…

    http://209.227.209.119/sala3.html#target

    Ringraziandola per le emozioni che mi ha trasmesso
    La saluto cordialmente

    Ing. Mario Laureati
    S, Benedetto Del Tronto

  51. Antonio scrive:

    Bella presentazione degli anni passati e grazie per aver tenuto semprevivo il ricordo delle cose belle e principalmente semplici.Grazie ancora

  52. gioacchino scrive:

    buon giorno complimenti per la passione profusa nell’allestimento di questo sito.
    Gioacchino Caruso

  53. Bravo Nino hai fatto un sito interessante ,lo aggiungeremo ai link consigliati del nostro sito.Dobbiamo combattere contro l’ignoranza con tutti i mezzi che la tecnologia ci fornisce.
    actat-giardini naxos

  54. salvatore intelisano scrive:

    come amico personale e legato a te da tanti episodi sportivi del tennistavolo “storico” siciliano che ci vide protagonisti di una magica stagione,sono rimasto straordinariamente colpito della positività e della bellezza del sito,che testimoniano la tua passione e la competenza .Vai ancora avanti e… complimenti !!! Buon Natale e felice Anno nuovo.
    Il tuo vecchio amico Salvatore .Caltagirone 21 dicembre 2010

  55. Lorenzo Fellin scrive:

    Caro sig. Antonino Vadalà,
    dopo aver accolto con immenso piacere alcuni dei suoi “pezzi” storici nelle vetrinette museali del mio Dipartimento sono finalmente riuscito a guardare con calma e con crescente piacere e stupore il suo museo virtuale. Non posso che esprimerle la mia ammirazione per quanto è riuscito a fare, raccogliendo quelle memorie storiche che troppo disivoltamente abbiamo spesso tutti accettato che venissero mandate al macero per far posto all’incessante innivazione che avanza, dimentichi che chi perde memoria della propria storia non ama il proprio futuro.
    La ringrazio per quanto ha fatto e fa anche a nome del mio dipartimento e della sezione veneta dell’AEIT, della quale sono vicepresidente.
    prof. Lorenzo Fellin
    Dipartimento di ingegneria elettrica
    Università degli studi di PADOVA

  56. Carmelo Bucolo scrive:

    Complimenti caro Nino veramente un bel lavoro , emozionante .
    Saluti a te consorte Maria

  57. Gianni scrive:

    Caro signor Vadalà,

    sono capitato nel suo Museo virtuale perché volevo mostrare a mia moglie una valvola a tabacchiera, e l’unica immagine utile e definita l’ho trovata sul suo sito. Ho poi scorso tutte le foto e ho ritrovato molti oggetti elettrici usati, conosciuti o visti nella mia vita. Le sono grato per aver risvegliato nella mia memoria molti ricordi legati a luoghi e persone e, soprattutto, per aver condiviso in rete i suoi preziosi materiali.
    Le auguro ogni bene.
    Gianni

  58. Filippo scrive:

    Salve, volevo veramente complimentarmi per il museo, è una vera miniera d’ oro per chi, giovane come me, cerca di ricostruirsi un po’ alla volta storie come quella degli impianti elettrici, che sono poco conosciute ma non per questo poco affascinanti.
    Colgo l’ occasione per chiederle se saprebbe dove reperire gli interruttori della serie Zeus, è da un po’ che sto cercando parti per riprodurre un quadro simile a quelli qua fotografati, purtroppo la cosa non è facile!
    La saluto e la ringrazio in anticipo, sperando un giorno di riuscire a passare di persona nel suo museo che merita veramente!
    Filippo. GIANFRANCO VENETO (Treviso)

  59. Alessandro scrive:

    Interessante questo tuffo nel passato alla riscoperta delle origini di ciò che usiamo tutti i giorni. Da appassionato di elettronica quale sono, devo dire che il vostro museo è un’idea grandiosa!
    Complimenti!

  60. MARCO scrive:

    SALVE LE SUE IMMAGINI SONO STATE BELLISSIME E PIENE DI STORIA, MI E PIACUTO MOLTO VISITARE IL SUO SITO,IO SONO UN’ELETTRICISTA DI SIRACUSA :))

  61. moreno scrive:

    grazie di cuore per tutto,per noi è stata una forte emozione.Ho trovato interessante il materiale che mi hai mandato.Spero avremo altre occasioni per contattarci.A presto Moreno Gilli
    BONDENO (Ferrara)

  62. arcangelo scrive:

    Carissimo Sig. Vadalà

    Le scrivo da Torino, ho appena visto il sito del Museo La luce, devo farle davvero i complimenti, non vedo l’ora di essere in sicilia per poter venire a visitare di presenza il Museo e per conoscerla di persona. Spero che il suo esempio venga trasmesso anche ai più giovani che come mè cercano di dare un senso alle cose ormai inutilizzabili, “lei è un lume di speranza in un momento buio della nostra società”.

    A presto Arcangelo

  63. Tommaso Castellani scrive:

    E’ stato davvero un piacere fare un viaggio in questa magnifica collezione, riscoprendo oggetti visti nella mia infanzia che avevo ormai dimenticato. E’ bello sapere che ci sono persone appassionate che curano nei dettagli “imprese” di questo genere: complimenti per il gran lavoro di collezione e catalogazione. Ottima anche l’idea di aver reso il tutto visitabile su un sito.

  64. francesco santisi scrive:

    Signor Vadalà, non sapevo di questa Sua meravigliosa creatura, sono veramente felice di quello che ha fatto. Chiudo esternandole non solo i miei complimenti ma soprattutto i miei ringraziamenti. Francesco Santisi

  65. Andrea Emme scrive:

    eccellente lavoro!, sono un ex elettricista da sempre affascinato dalle apparecchiature elettriche di ogni genere, ed ho tantissimo materiale elettrico datato, contatori, quadri elettrici, isolatori, telefoni, ecc…. (in parte nuovo ancora inscatolato) il tutto chiuso in scatoloni da decenni; mi occupa una intera mansarda……; non ricordo neanche io tutto quello che dispongo……
    leggendo il primo post del 2009 rispondo che ricordo di avere dei quadri elettrici tolti da un rifacimento di impianto elettrico (negli anni 80-90) degli anni 60 circa, ognuno con 3 prese trifasi con la E nel coperchio blu e un portafusibile nel centro da 35 Amp tripolare con la E il tutto di metallo, ma non credo siano palazzoli…., quando toglierò e sballerò il tutto vedo.
    Sarebbe una buona idea creare uno spazio su internet dove ognuno posta i suoi apparecchi, creando un database costruito da materiale di ognuno di noi.
    il mio sogno è realizzare un museo elettrico casereccio, ma attualmente non dispongo dello spazio necessario, ma stò cercando un locale per accogliere il tutto……
    Di nuovo complimenti per questo sito.
    Andrea dalla prov. Firenze

  66. livio scrive:

    complimenti,ottimo sito

  67. Paolo Grillo scrive:

    Il suo museo mi ha tenuto incollato per un’ora abbondante e, proprio per questo, le faccio tantissimi complimenti. Colleziono anche io materiale elettrico e la consultazione del museo ha rinvigorito la mia voglia di arricchire la collezione. Mi metterò quindi presto alla ricerca di nuovi pezzi!
    Avv. Paolo Grillo - PALERMO

  68. messina cosimo scrive:

    Caro Nino,ho visitato con notevole interesse il tuo Museo della luce.Un lavoro veramente encomiabile da cui traspare competenza e passione.Il tuo,come ogni altro museo,ha il pregio di contribuire a trasmettere la memoria storica della evoluzione scientifica alle future generazioni.Trovo singolare che un tale patrimonio non abbia ancora avuto una giusta valorizzazione dalle Istituzioni Statali e sono altrettanto certo che continuerai ad incrementarlo.Complimenti!Saluti.Cosimo-da Torino

  69. ruggiero livio scrive:

    Gentilissimo Sig. Vadalà,ho visto il suo museo e mi rallegro con lei per quanto ha fatto. Credo sia molto importante recuperare la memoria anche degli oggetti di normale uso quotidiano, perchè la nostra storia è fatta anche da essi . Con i più cordiali saluti,
    Prof. Livio Ruggiero, responsabile scientifico del Museo Ambiente
    Università di LECCE.

  70. simone paoleeti scrive:

    veramente interessante ed istruttivo

  71. Giovanni Carboni scrive:

    Caro Sig.Vadalà, complimenti per la bella collezione. Sono ach’io un appassionato di elettricità e ho molto apprezzato, non solo il museo, ma anche il suo senso civico nel donare dei bellissimi cimeli.
    Felicitazioni e auguri.

    Prof. Giovanni Carboni, Dipartimento Fisica Università degli studi
    “TOR VERGATA ” ROMA.

  72. Elisa Bonacini scrive:

    Un uomo, una passione: questo trasmette questo museo. Complimeti di cuore per tutto e per il suo senso di bene comune e condiviso.
    Meritava decisamente di essere segnalato nella mia ricerca.

    Elisa Bonacini - Università degli Studi di Catania

  73. Roobert33 scrive:

    Molto bello ed istruttivo..

  74. Nino Abbate scrive:

    Carissimo Nino
    Mi complimento per la tua collezione che è la collezione di tutti a testimonianza storica del tuo lavoro o meglio passione. Una passione che ci lega anche su campi diversi ma conduce sempre allo stesso significato, l’amore per il prossimo, in questa societa cosi avvilente e programmatica dove tutti vanno alla ricerca di un benessere che poi e il nostro malessere quotidiano, con le sue dimenticanze del passato come se nulla sia esistito prima di noi. Mi congratulo ancora con te perche non sei solo un “artigiano” come dici tu, ma vai oltre il significato della stessa parola, che tutti e tanti dovremmo capire affinche nella nostra vita ogni essere umano svolga il suo compito a beneficio dell’umanità.

    Nino Abbate - Museo Epicentro Barcellona Pozzo di Gotto

  75. Paolo Fornelli scrive:

    Caro Nino,

    complimenti per il bel sito, intrigante ed appassionante.
    Ho avuto l’indirizzo da tuo nipote che lavora sotto la mia abitazione a Pavia e ti saluta.
    Grazie ancora,
    Paolo

  76. Carmine scrive:

    Si tratta di un sito ben articolato, interessante e utile sul piano didattico. Complimenti e cordiali saluti. Carmine da Venaria Reale (TO)

  77. De Pasquale Lorenzo scrive:

    Buongiorno Signor Vadalà,
    grazie alla sua gentile segnalazione, ho avuto l’immenso piacere di visitare il suo sito dedicato alla luce, ho rivisto molti componenti studiati all’IPSIA di Pace del Mela, e tanti altri che hanno attirato la mia curiosità fin da bambino.
    Le faccio i complimenti per la chiara esposizione, e descrizione di ogni sezione del museo, e anche per i vari richiami storici. La saluto con la promessa di venire a visitare il suo museo. In attesa di un fururo incontro le porgo i più cordiali saluti.
    De Pasquale Lorenzo da Barcellona P.G. (ME)

  78. Fabrizio scrive:

    Molto istruttivo.

  79. Leonardo Debbia scrive:

    Carissimo Nino, hai fatto una cosa che definire solo “bella” è riduttivo. Sei stato bravissimo sia nell’ordine con cui hai presentato tutto questo pò pò di materiale, sia per l’amore e la sensibilità che dimostri di avere verso il lavoro e la professione che hai intrapreso dietro consiglio (come tu mi hai scritto) del nostro mai troppo rimpianto prof. Calabrese. hai messo a frutto i suoi insegnamenti e con la realizzazione di questo museo virtuale, li hai espressi in maniera toccante. Ho rivisto pezzi che non ricordavo nemmeno più, le vecchie “perette”, gli interruttori a chiavetta, tutti frammenti di infanzia che mi hanno fatto riandare ad un tempo lontano e mi hanno anche un pò commosso.
    Grazie, Nino. Sei un grande!!!
    Leonardo Debbia, MIGLIARNO (PISA)

  80. Pierluigi Patri scrive:

    Su indicazione di un amico ho trovato il Suo sito.
    Interessante; alcune foto mi hanno riportato alla mente gli impianti elettrici domestici che ricordo di aver visto da bambino (… 50 anni fa).
    Complimenti per la Sua iniziativa.

  81. Gero Collura scrive:

    Complimenti per la bellissima collezione .
    Anche io ho un pò di di materiale. In patricolare in porcellana, grazie a questo sito ho scoperto di essere in possesso di oggetti veramente rari, in particolare alcune lampade da 160v 16=xi
    Comlimenti e continui cosi’.
    Gero Collura, SUTERA (CL).

  82. Bellissima collezione COMPLIMENTI, molti materiali che ho visto avendo lavorato come elettricista poi in ENEL , sono anch’io un appassionato di vecchio materiale elettrico , per motivi di spazio mi sono concentrato sui campanelli elettrici che ho cominciato a raccogliere fin da apprendista elettricista 1966 . Una volta in pensione ho poi restaurato e messo in rete.
    ( http://campanelli.fulminati.org/ ).
    Cordiali saluti Francia Maurizio Ravenna

  83. Angelo Zuccarello scrive:

    Signor Nino,
    complimenti per la gamma di materiale elettrico allestito;
    mi ricorda gli impianti di un tempo andato sia nella mia vecchia abitazione che nella Chiesa Madre.Mio padre faceva il falegname e nel suo laboratorio c’era impiantato un motore a cinghia che muoveva tutta la macchina per la lavorazione del legno.
    Penso che è una sua gratificazione personale. Ancora complimenti ed auguri.
    Saluti da Angelo Zuccarello - Misterbianco

  84. Stefano scrive:

    Congratulazioni!!! Ottimo lavoro!! Sono sicuro che è solo l’inizio.
    Mi sono imbattuto per caso su questo sito e praticamente ho letto tutto.
    Premetto che sono del ‘72 e per un appassionato come me di elettronica “vintage” e collezionista, è stato un tour virtuale affascinante!
    Colgo l’occaione per salutare tutti gli appasionati del settore.
    Stefano da Lecce.

  85. salvino risitano scrive:

    nino, grazie a nome di tutto il Liceo Scientifico di Giardini, per aver messo a disposizione degli alievi, la tua grande conoscenza ed esperienza nel campo elettrico e della evoluzione tecnica nella storia della “luce”.

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